La quaresima “TEMPO FAVOREVOLE”

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Con l`inizio del tempo Quaresima la comunità dei battezzati è convocata dallo Spirito ad intraprendere un nuovo cammino di conversione per poter celebrare la Pasqua del Suo Signore con più matura coscienza e fede. L`11 ottobre 2012, com`è noto, è stato solennemente inaugurato l`anno della fede. Ci chiediamo, a modo di premessa cosa significa credere? Significa sentirsi oggetto dell`amore di Dio.
Nel cristianesimo, questo amore ha avuto il suo culmine nell`evento di Gesù Cristo morto e risorto. Ma non è tutto; non è sufficiente credere che il crocefisso sia risorto, bisogna che ognuno di noi si senta coinvolto in quell`evento incredibile. Scrive Paolo: Questa vita, che io vivo nella fede del figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me(Gal 2,20). L`apostolo usa qui, in greco, un genitivo che ha ben tre sfumature. Tecnicamente si parla di un genitivo di origine (in quanto Gesù è all`origine della fede); oppure come genitivo soggetto (Gesù come soggetto credente). L`apostolo parla quindi della fede come dono di Gesù, della nostra fede in Gesù e della fede di Gesù. Non basta allora credere; bisogna credere in Gesù. Ma non basta neppure credere in Gesù; bisogna entrare nella sua fede fine a farla nostra, solo allora la nostra fede diventa cristiana.

Con acutezza osservava H. Urs von Balthasar (1905-1988): “la cosa più importante è il riconoscimento che la fede cristiana non può intendersi che come un inserimento nell`atteggiamento più intimo di Gesù. Gesù infatti rende possibile la nostra fede, la fede cioè,che non deve abolire ma perfezionare dal di dentro tutto l`atteggiamento veterotestamentario di fronte a Dio. Il che può avvenire soltanto se Gesù non solo provoca in qualità di causa questo perfezionamento, ma lo vive per primo come prototipo, e quindi riceve da Dio il potere salvifico di esprimere e imprimere in noi questa sua esemplarità vissuta”.

Nel nostro itinerario porteremo, allora, l`attenzione principalmente sulla fede di Gesù; vedremo in primis la sua fede provata, poi la sua fede testimoniata lungo il cammino verso la gloria pasquale, di cui la Trasfigurazione è un anticipo. Gesù invita i suoi apostoli ad una fede sapiente, capace di discernere gli eventi antichi e nuovi della storia. La grandiosa pagina della parabola del padre misericordioso, invece, è un invito a credere nel Padre tenerissimo verso i propri figli. E la fede di chi crede in Dio è più grande del proprio peccato. Chi crede nel Padre ritorna in lui e sperimenta il suo abbraccio benedicente. La quinta domenica di quaresima ci offre, infine, un celebre brano evangelico, quello della donna adultera. Da questa pagina emerge la fede come forza salvifica, vera caparra della risurrezione futura.

p. Antonio e confratelli