Gennaio 2013

| 0

Carissimo/carissima,

Forse, ieri è stata una giornata come tante. Il traffico di Roma e del nostro quartiere è caotico, il lavoro, l`ansia di fare fronte alle spese previste e le impreviste, la faccia dei nostri cari a casa, che magari non ha avuto nemmeno il tempo di guardare bene. Forse anche oggi sarà una giornata come le altre. Che c`entra Dio con questa nostra modernità confusa, con i nostri computer e cellulari costantemente accesi che ci informano di tutto, senza tregua? Interessa ancora Dio, agli uomini e alle donne di Roma e Monte spaccato, nell`anno duemila e dodici che sta terminando e del duemila e tredici che sta iniziando?

Questa notte, negli ospedali della città, come ogni notte , sono nati dei bambini . Ora dormono, stanchi del grande viaggio, nelle culle delle Maternità. Fra qualche ora le madri li prenderanno in braccio per allattarli ne guarderanno meravigliate i lineamenti, cercando di ritrovare gli occhi del padre, il naso di un nonno. Però pensate, che cosa straordinaria: nove mesi fa questi bambini non esistevano, e ora sono uomini . Possibile che dal nulla nasca un uomo? Dio forse sta nascosto dietro al volto di ognuno di quei bambini, chiedendoci semplicemente un atto di lealtà: di riconoscere Dio, Creatore, dietro ogni creatura.

E ora pensate invece alle persone che avete più care. Quando la morte arriverà a dividervi, dovete scegliere: o siamo solo animali intelligenti, frutto del caso o dell`evoluzione, e allora la morte e semplicemente il nulla, e noi non rivedremo mai più quelli che amiamo. Oppure veramente siamo figli di un Dio che ci conosce uno a uno, ci ama, e ha mandato suo Figlio tra gli uomini, perché possiamo vivere per sempre. Il Figlio, già: il bambino del presepe, quel Cristo in Croce che ancora sui muri delle nostre case e delle scuole. Anche Lui forse guarda distrattamente, non ricordando più con certezza cosa ha a che fare con noi l`uomo sulla croce, tradito, straziato, apparentemente uno sconfitto e un fallito. Morto, e risorto; tornato, dalla morte, vincitore. Ma se Gesù Cristo è davvero risorto , nella notte di Pasqua, ha sconfitto anche la nostra morte; e noi , rinati con Lui nel battesimo , siamo chiamati a un`altra vita, libera , finalmente dal dolore e dal male.
Ma, come credere oggi che tutto questo sia capace di trasformare l`esistenza? A prima vista difficile, impossibile quasi. Sembra ingenuo poggiare la propria vita su questa pretesa inaudita. Eppure, guardate quelli che su questa promessa hanno scommesso tutto. Guardate la vita e le facce dei testimoni. Pensate al volto , sofferente eppure pieno di tanto coraggio, di Giovanni Paolo II. Quella faccia ci manifesta che tutto è vero ; che quella notte la pietra del sepolcro è caduta a terra, violata.E che la fede oggi rende nuova la vita.

E se poi, pur volendolo, non riuscite a credere, fate una cosa audace: domandate a Cristo di venirvi incontro. Verrà e vi prenderà per mano. E allora la vita quotidiana , pur rimanendo magari apparentemente uguale, da quel volto sarà trasformata. Non liberata dalla fatica e dalla sofferenza , ma accompagnata da Cristo, dalla stretta della sua mano. Allora avremo addosso una speranza nuova. Per noi , ma anche per la moltitudine di sconosciuti, uomini e bambini , annientati dalle guerre e dalla fame. Per questa folla immensa Gesù Cristo, Figlio di Dio, è morto in croce ed è risorto: “Perché chiunque crede in Lui non muoia”. Vale la pena di provare questo sguardo, di buttarsi oltre il recinto stretto delle nostre piccole, limitate speranze. Vale la pena di osare, in un tempo di povere e false promesse, l`audacia di una speranza infinita. PER ASCOLTARE E DIALOGARE DI TUTTO CIO` NELLA NOSTRA PARROCCHIA (nel salone grande del cortile interno) si terranno degli incontri per adulti e giovani ogni martedì e venerdì iniziando dal 15 gennaio ore 21. Se hai il problema dei bambini piccoli portali e ci penseremo noi con un servizio di baby sitter. In attesa di conoscerci personalmente ti salutiamo.

A presto…

Il tuo parroco P .Antonio, con i suoi confratelli, P. Angelo, P. Fritz, P. Claudio, il Diacono Armando